Cosa è un profezia?

In base a quello che noi possiamo attualmente comprendere, secondo la concezione di spazio/tempo, l’Universo non è come appare ai nostri occhi. È molto più simile a quello che appare nella foto in questa pagina: un “imbuto” in costante espansione. Ogni “fetta” di questo “imbuto” è la fotografia del nostro universo in un particolare tempo. Possiamo quindi definire ogni fetta di quell’imbuto come il tempo.

Una profezia può definirsi quindi come l’analisi di una “fetta” della nostra vita, o di quella dei nostri simili, da parte di qualcuno che è in grado di guardare lo “spazio/tempo” da un punto esterno ad esso, oltre l’orizzonte dello spazio e del tempo.

In questo caso, per l’osservatore che si trova oltre lo “spazio/tempo”, non esiste il passato e non esiste il futuro. Esiste solo l’eterno presente. Potendo vedere “tutto” lo spazio/tempo contemporaneamente, per l’osservatore oltre lo “spazio/tempo” ogni avvenimento passato e futuro diventa un avvenimento presente, che lui riesce ad osservare come un comune avvenimento della vita quotidiana. Come in un libro composto da tante pagine, così questo osservatore ha a disposizione tutte “le fette” del nostro Universo da poter leggere e consultare. Queste “fette” contengono tutta la storia passata, presente e futura.

L’Osservatore esterno allo spazio/tempo per eccellenza è la Fonte dell’Esistenza, che noi identifichiamo comunemente con “Dio”. Sarebbe molto più corretto definirlo “Padre”, visto che ogni essere vivente ha origine da lui. Col tempo, altri esseri hanno potuto vedere la nostra realtà dal suo stesso punto di vista.

La Fonte dell’Esistenza, in alcune speciali circostanze, ha guardato il futuro della storia umana, e lo ha comunicato ad alcuni esseri umani. Noi chiamiamo questa “storia letta in anticipo” con il nome di profezia.

Che senso ha ricevere notizia di un avvenimento che di per sé è già accaduto? Dal punto di vista di chi è dentro l’imbuto dello spazio/tempo, questo imbuto si allunga e si espande verso destra in continuazione, e noi viviamo sempre sull’ultima fetta dell’imbuto, il nostro “presente”. Non riusciamo a concepirlo diversamente, nemmeno filosoficamente.

Questo eterno “allungarsi all’infinito” dell’imbuto del tempo, ci fa comprendere che il nostro destino non è predeterminato, ma è in continuo divenire, e noi ne siamo gli unici artefici. Noi possiamo quindi modificare, se lo desideriamo, il nostro destino, agendo in anticipo, nel nostro presente.

Ma allo stesso tempo, dato che un essere esterno allo “spazio/tempo” può vedere in qualsiasi tempo “l’intero imbuto del tempo”, noi dobbiamo accettare il fatto questo Osservatore può spostarsi verso il “futuro” all’infinito e senza nessuna limitazione. Può quindi vedere le cose che accadranno. Il cervello umano non può razionalmente nemmeno immaginare una simile contraddizione, e nemmeno calcolarla. Come, sappiamo che, per logica, l’idea di infinito esiste, ma nessuno può realmente immaginarlo, così dobbiamo accettare per logica questo paradosso, anche se non riusciamo pienamente a comprenderlo. È qualcosa “oltre lo spazio”, quindi non pienamente comprensibile per noi esseri umani.

Una di queste “comunicazioni provenienti dal di fuori dello spazio/tempo” è il “Libro del ritorno di Ieosus”, noto da circa duemila anni con il nome di Apocalisse o Rivelazione. Colui che si trova al di fuori dello spazio e del tempo ha visto che nei prossimi anni il genere umano si troverà ad un passo dall’autodistruzione. Per evitare che l’ultimo passo in quella direzione venga compiuto, ha provveduto alcune informazioni per evitare che nei prossimi anni il genere umano si autodistrugga. Noi esamineremo queste informazioni.

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