Lo scettico

Thomas, apostolo di Ieosus, in realtà non credeva in Ieosus. Almeno non fino in fondo. Ma non era il solo a pensarla così. A dirla tutta, fino a quando non lo videro risorto, nessuno degli apostoli ci credeva fino in fondo. Nessuno, tranne Mariam di Betania e sua sorella Martha. Loro furono le prime a capire. Mariam fu la prima a rischiare.

Ovviamente tutti i discepoli credevano nella sincerità di Ieosus. Erano consapevoli di alcune sue capacità “paranormali” inspiegabili. Sapevano tutti che non avrebbero potuto trovare un amico migliore, più sincero e più leale, nemmeno se lo avessero cercato in capo al mondo. Ed erano sicurissimi che sarebbe stato un fantastico “Messia di Israele”, un nuovo David, un nuovo Salomon, un re glorioso. E sapevano che era sicuramente un uomo mandato da Dio. Su questo nessuno aveva nemmeno il minimo dubbio.

Ma da qui a credere che Ieosus sarebbe stato ucciso e sarebbe poi tornato dai morti, che sarebbe un giorno venuto con gli angeli a giudicare i vivi e i morti, a dire che era sceso dal cielo e sarebbe tornato al cielo… Beh, questo erano cose davvero difficili da crede. E infatti loro non ci credevano.

Ovviamente non ne parlavano in presenza di Ieosus. Anzi, cercavano di non parlarne affatto. Sapevano che Ieosus era capace di comprendere ciò che si dicevano l’un l’altro in segreto. Quindi preferivano non parlarne. Si scambiavano occhiate quando Ieosus, a loro avviso, “le sparava grosse”, ma tutto finiva li. E poi, sapevano in cuor loro che anche Ieosus in fondo “sapeva” il loro punto di vista. E se li accettava così, beh, allora in fondo erano tutti contenti. Almeno loro non lo abbandonarono mai. Altri lo fecero.

I primi ad andarsene furono i seguaci di Ioannes Baptistes. Di loro rimasero solo Ioannen e suo fratello Andreas. Gli altri li voltarono le spalle, nonostante Ioannes Baptistes lo avesse additato pubblicamente come l’Eletto, o Messia.

Poi se ne andarono quelli che ascoltarono il discorso di Ieosus, dove li invitava a mangiare carne e sangue. Nessuno di loro si chiese se Ieosus stesse soltanto facendo une esempio, come infatti stava facendo. Semplicemente non volevano chiederselo. Avevano già deciso. E se ne andarono.

Poi se ne andarono quelli che lo volevano subito come Re di Israele. Per loro un re che moltiplicava pane e pesce gratis era il meglio che ci potesse essere sulla piazza. Ma un bel giorno il forno “Ieosus” chiuse, e loro andarono via.

Poi venne il turno di Iudas. Ma lui non fece come gli altri. Non si limitò ad andarsene. Lui fece peggio. Visto che secondo lui era tutto finto, pensò: Che male c’è a guadagnarci qualcosa? E inizio a rubare i soldi che alcune persone riconoscenti su ciò che avevano imparato davano a Ieosus per mantenersi nella sua opera, per sollevarlo dalla necessità di avere un lavoro fisso, sia lui che i suoi apostoli. Ruba oggi, ruba domani, ruba dopodomani, alla fine Iudas si vendette lo stesso Ieosus per il prezzo di uno schiavo. A occhio e croce il prezzo di una “Panda” dei nostri giorni.

Mentre Iudas pensava come fare a ricavare dei soldi da quella situazione, Thomas iniziò a diventare scettico. Quando Ieosus disse di tornare a Gerusalemme per rivedere Mariam e curare Lazaros, era convinto che il suo Maestro fosse impazzito. Secondo lui lo avrebbero ucciso di sicuro, come infatti avvenne. Ma lo seguì lo stesso. Thomas era scettico, ma non era certo un codardo. Per lui l’amicizia aveva un valore assoluto. E Ieosus, pazzo o Messia, era il suo amico più caro. E lo avrebbe difeso. Secondo lui anche da sé stesso…

Quando all’Ultima Cena, per l’ennesima volta Ieosus disse che sarebbe tornato “in cielo”, Thomas gli disse in faccia che non sapeva affatto dove Ieosus sarebbe andato. E lo disse anche con un po’ di nervosismo. Lui non ci credeva alla storia che sarebbe morto, poi resuscitato, e poi sarebbe andato in cielo. Iniziava ad averne abbastanza di questa storia. Secondo lui, era ora che Ieosus “tornasse con i piedi per terra”. C´era tanta gente pronta a seguirlo se lui si sarebbe accontento di fare il “Messia di Israele”, senza questa storia che esisteva come essere celeste da miliardi di anni … Secondo lui Ieosus non aveva il diritto di rovinare tutto con questa storia “dell’essere sceso dal cielo”. Ma Ieosus non gli diede soddisfazione.

Dopo la resurrezione di Ieosus, il suo amico Thomas disse chiaramente a tutti: “Se non vedo il suo corpo con le stesse cicatrici alle mani, ai piedi e al fianco, io non ci credo che è risorto. E non mi importa quello che tu Ioannen, Petròs, Andreas e voi altri mi potete dire. Vi voglio bene ma siete troppo presi da questa storia. Se Ieosus esiste, allora si faccia vedere! Se non si fa vedere, allora non esiste. Fine della discussione!”.

Allora Ieosus gli si presentò d’avanti e gli disse semplicemente: “Tocca”. Si girò, e se ne andò. Non ci furono commenti.

Quella sera Thomas rimase a guardare il cielo, con Ieosus al suo fianco. Thomas era tutt’altro che uno stupido. Disse semplicemente: “Mi dispiace. Ho perso l’occasione di avere fede in te. Si ha fede in qualcosa che non si vede. Quando vedi e tocchi qualcosa, quella non è più fede. È una semplice accettazione di un evento tangibile”. E lui si limitò a dire: “Già…”. E Thomas: “Quindi sono fuori?”. E lui: “Non te la caverai così facilmente mio caro…”. Sotto le stelle si sentì una bella risata. E due amici ricordavano assieme gli ultimi anni passati insieme, fianco a fianco. Quante ne avevano passate assieme. Ma ora ci ridevano sopra…

Prima di addormentarsi, gli disse: “Si, però io non ci credevo che venivi dal cielo…”. E lui: “Appunto. Hai rischiato la pelle per un semplice falegname. Non per il Figlio di Dio. E lo hai fatto per amicizia, non per ubbidienza. L’ho apprezzato di più… molto di più”. Poi non si sentì più nulla. Solo i grilli.

© Tutto il materiale contenuto su questo sito è tratto dai libri: Il libro dei Figli di Dio, Dialoghi con la forza e “Cassandra”. Tutti i diritti sono riservati. È vietato copiare o distribuire questo materiale senza l’autorizzazione dell’autore. 

5 Comments

  • Matteo Renzulli

    31 agosto 2017 at 14:08 Rispondi

    Thomas: uomo senza fede o con un senso dell’amicizia e lealtà incrollabile verso un carissimo amico? Qui c’è senz’altro un punto di vista nuovo su una vicenda mai vista dalla giusta ottica negli scorsi duemila anni: il punto di vista dei diretti interessati, Ieosus e Thomas, e del loro intimo gruppo di amici. Illuminante!

  • Domenico

    31 agosto 2017 at 16:10 Rispondi

    La mia impressione e che le scritture si siano illuminate tutte, o meglio dire che,ogni cosa che Carlos ci spiega e come fossero le nuove scritture di cui aspettiamo e sappiamo che Riv. menziona.
    Oppure, a me personalmente da l’impressione di scoprire cose nuove di zecca anche se conosciute da 30 anni e mai capite, non so voi tutti.
    Il bello credo che sta x arrivare, opinione personale

  • Aaron Bonassi

    31 agosto 2017 at 16:36 Rispondi

    Stupendo questo racconto inedito, ammetto che ho terminato la lettura con gli occhi lucidi.

  • Rosangela

    4 settembre 2017 at 14:27 Rispondi

    Splendido raccontarlo così. Una bella scoperta, oggi. Grazie!!!

  • Manuel Casalini

    21 ottobre 2017 at 17:12 Rispondi

    Ottima spiegazione! Realistica, distaccata dai credi classici e umana. Probabilmente è andata in modo molto simile! Bravo Carlos risvegli la fede nel cristo e nelle sue profezie.

Post a Comment

error: Alert: Content is protected !!