L´AMORE DI MARIAM

Al tempo in cui Ieosus annunciava il suo messaggio in Palestina, lui era un bel giovane di circa trent`anni, le cui parole affascinanti seducevano e infiammavano il cuore di intere folle di migliaia di persone. Difficile credere che alcune giovani donne o ragazze ebree non nutrissero sentimenti romantici nei suoi confronti. Il racconto della vita di Iesosus scritto da Ioannen riporta la storia della più celebre e più sincera innamorata di Iesus: Mariam di Betania, la sorella di Lazaros.

Quando si conobbero Mariam e Ieosus? Ioannen non lo dice. Dice però che Ieosus e Lazaros, fratello carnale di Mariam, erano amici fraterni. Gli apostoli chiamano Lazaros “il suo amico”, intendendo dire che era uno degli affetti più cari per Ioesus. Ieosus era quindi un frequentatore abituale della casa di Lazaros. Come accade in tantissime situazioni simili, la sorella di Lazaros, Mariam, non rimase affatto indifferente a quel bel trentenne che parlava come nessun altro sapeva parlare, forte come il ferro ma allo stesso tempo tenero come il pane. Mariam ne era profondamente innamorata, ma trattandosi di un amore impossibile, quel sentimento era confinato con tatto e riservatezza nel suo cuore.

La figura di Mariam compare improvvisamente nel racconto di Ioannen quando suo fratello Lazaros muore. Che Mariam avesse una relazione affettiva speciale con Ieosus lo si comprende dalle sue parole. Lei e sua sorella Martha sono le uniche persone che in quella circostanza, con tatto, quasi rimproverano Ieosus, dicendo: “Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto”. A loro due era permesso rivolgersi a Ieosus in quel modo. Erano parole dettate dalla disperazione, rivolte a chi poteva davvero fare qualcosa. Ma mentre nel caso di Martha lei ottiene da Ieosus una risposta logica, nel caso di Mariam, Ieosus reagisce in modo diverso. Ieosus rimane prima profondamente turbato dall´affettuoso rimprovero di Mariam. Poi il Figlio di Dio piange. Dai racconti pervenuti sino a noi, l’unica volta in cui si vede Ieosus piangere è solo nel vedere il dolore della sua Mariam sul suo volto.

Pochi minuti dopo le lacrime di Ieosus, Mariam vede suo fratello risorgere per mano del suo amato maestro. La sua gioia è incontenibile. A quel punto deve fare qualcosa per il “suo” Ieosus. Deve farsi perdonare perchè non ha avuto fiducia in lui. Il racconto dice che, non si sa come, Mariam trova i soldi per comprare un olio profumato usato solo dai re, il cui valore è stimato in circa un anno intero di stipendio. Per raccogliere tutti quei soldi Mariam deve aver venduto qualcosa di molto prezioso, forse la sua stessa dote. Non lo sappiamo. Mariam fa comunque la “pazzia” che solo una ragazza innamorata può fare. Vuole dare al “suo” Ieosus un regalo indimenticabile, a costo di indebitarsi per farlo.

Mariam con delicatezza versa l’olio tra i capelli del suo amato. Ma la gelosia umana é una brutta bestia. Uno degli apostoli, Iudas, interrompe quel momento dolcissimo. Invita tutti, ma ovviamente l’invito era rivolto direttamente a Ieosus e Mariam, ad usare l’olio profumato, che in gran parte era contenuto ancora nella boccetta di alabastro, per fare un gesto nobile. Vendere quell`olio per i poveri. Era un trucco meschino. Iudas era un ladro, e voleva vendere quell’olio costoso per intascare il ricavato.

Sulla stanza scende il gelo. Mariam è immobile e non sa cosa fare. Ma Ieosus non le manda certo a dire. Con tatto Ieosus manda “a quel paese” Iudas, che esce dalla casa infuriato, pronto per tradirlo. Ormai non é più tempo di affetto. È tempo di morte. Ieosus fa una profezia che spezza il cuore alla giovane Mariam, e che le fa capire perchè il suo é un amore impossibile. Le dice: “questo olio conservalo per la mia sepoltura”. Entro poche ore Ieosus sarebbe morto per mano di sicari mandati dallo stesso Iudas. I sogni romantici della giovane ragazza finiscono in mille pezzi.

Ieosus non invita Mariam all’Ultima Cena. Non vuole che lei abbia lo stesso destino che spetta a lui e ai suoi apostoli. Quella sera lui viene arrestato e poco dopo ucciso, e i suoi apostoli rischiano di fare la stessa fine.

Quando Ieosus viene appeso allo stauros dai romani, i suoi apostoli fuggono. Ma la piccola, fragile vulnerabile Mariam no. Lei non lo abbandona. Lei è lí. Mariam, insieme alla madre di Ieosus, alla zia di Ieosus e al suo migliore amico, Ionnen, sfida i romani e le autorità ebraiche e resta ai piedi del suo innamorato appeso allo stauros, fino all’ultimo suo respiro, costi quello che costi. Ieosus muore davanti ai suoi occhi.

Mariam é paralizzata dal dolore. Vede Nicodemos e Yoseph di Arimatea prendere il corpo di Ieosus, calarlo dallo stauros e portarlo via. Gli ebrei avevano l’usanza di cospargere il corpo dei morti con olio profumato per la sepoltura. Forse Mariam a quel punto ricorda la promessa di Ieosus: “tu userai quell’olio per la mia sepoltura”, ma le cose stanno accadendo troppo in fretta, il dolore é troppo grande, e non trova la forza di fare quanto richiesto dal “suo” Ieosus. Ma é una appuntamento solo rimandato.

Il terzo giorno dopo la sua morte, dopo il sabato, non ancora albeggia e Mariam è già sola davanti alla tomba del “suo” Ieosus, con l’olio profumato della promessa. La ragazza non aveva dormito tutta la notte per essere alle prime luci dell’alba davanti alla tomba. La sua mente addolorata e il suo cuore innamorato non la fanno ragionare in maniera razionale. Non si chiede come avrebbe fatto a spostare la grande pietra che sigillava il sepolcro di Ieosus. Lei sa soltanto che in qualche modo ce la fará. Stringe forte in mano l’ultimo regalo fatto al “suo” Ieosus, la boccetta di olio profumato, mentre si avvicina al sepolcro.

Ma davanti al sepolcro viene colta dalla disperazione più assoluta. La tomba é aperta e il corpo del “suo” Ieosus non c´é. Lo hanno rubato i suoi assassini? Lo hanno rubato i suoi amici? Come farà a mantenere l`ultima volontà del suo amato? Mariam scoppia a piangere a dirotto. Le hanno tolto anche questo ultimo ricordo a cui aggrapparsi. Corre, cerca informazioni. Nessuno ne sa niente. Davanti alla tomba vengono i migliori amici di Ieosus, addirittrura due angeli, ma i sentimenti di Mariam non cambiano. Non vuole vedere i suoi amici, non vuole vedere gli angeli, vuole vedere il corpo del “suo” Ieosus.

Mentre Mariam piange ricordando i brevi ma indimenticabili momenti passati insieme al “suo” Ieosus, sente una voce calma, forte e gentile che le dice: “Mariam”. Si volta ed era lui, il suo grande amore, Ieosus. Mariam non se lo fa ripetere due volte. Salta addosso al “suo” Ieosus, lo abbraccia come una dolce catena come per dirgli “adesso non ti lascerò andare più via” e piange al suo collo con calde lacrime di gioia e di felicitá.

Dopo alcuni brevi e interminabili attimi di felicità, che nel cuore di Mariam probabilmente durarono per sempre, Ieosus con simpatia e un pizzico di malizia le ricorda di essere lo stesso Ieosus che era morto tre giorni prima, lo stesso giovane di trentanni. Non era ancora diventato un essere celeste, e aveva i sentimenti e le emozioni di qualsiasi uomo di trent´anni. Quindi non era il caso che continuasse a stringerlo in quel modo. Maria capisce, e suo malgrado, allenta la presa. Ora era pronta a fare qualsiasi cosa il “suo” Ieosus le avrebbe ordinato di fare. La sua gioia è completa, e nessuno potrà portargliela via.

A questo punto la figura di Mariam scompare dal racconto della vita di Ieosus. Ma era giusto che lei fosse la prima in assoluto a vedere la resurrezione di Ieosus. Per tutti gli altri lui era solo il Messia. Per lei Ieosus era molto di più. Era la sua stessa vita. Aveva la precedenza.

Le varie religioni e sette hanno fatto di tutto per nascondere questa delicata figura di ragazza innamorata dalla vita di Ieosus, la figura di Mariam. Per questi bigotti Ieosus non poteva suscitare il più naturale di tutti i sentimenti umani, l’amore tra un uomo e una donna. Per questo la figura di Mariam nei vari vangeli viene “diluita” e confusa con altre figure femminili, come Maria di Magdala o una ignota prostituta, in modo da non attribuire a una sola donna tutti i sentimenti che Ieosus rivolgeva a Mariam. Ma basta poco per ricostruire il racconto originale.

All’estremo opposto altri scrittori “apocrifi” hanno ricamato su questa dolce storia d’amore, immaginando che ci sia stata una relazione sessuale tra Ieosus e Mariam, o addirittura immaginando che si siano sposati. Non risulta che questo sia mai avvenuto, visto che primo fra tutti Ieosus sapeva che avrebbe lasciato la terra poco tempo dopo il compimento dei suoi trent´anni, e quindi sarebbe stato ingiusto, dal suo punto di vista, legarsi a quella giovane donna.

Ma nonostante questo, quanto fosse importante la giovane Mariam per Ieosus lo si comprende chiaramente dalle parole che Marcos riporta in relazione a Mariam. Secondo lui Ieosus disse: “Dovunque la vita di Ieosus verrà raccontata, quello che questa donna ha fatto per lui sarà detto in ricordo di lei”. E questo é stato fatto.

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3 Comments

  • Matteo Renzulli

    28 agosto 2017 at 8:00 Rispondi

    Questa storia è sublime. Solo un testimone oculare può essere in grado di raccontarla con tale precisione e chiarezza.

  • Sebastiano Mamone

    28 agosto 2017 at 20:38 Rispondi

    Bellissimo, non avevo mai visto tutto questo in tal maniera.
    grazie

  • Ester Queen

    29 agosto 2017 at 11:45 Rispondi

    È una storia bellissima raccontata con tanta delicatezza e, almeno per me, “nuova”: è bello vedere Ieosus così umano e così “se stesso” anche in questa occasione. Grazie infinite Teofilo

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