I due Ieosus

Tramite gli scritti dei primi discepoli di Ieosus, o sedicenti tali, in effetti ci sono state tramandate non una, ma due figure di Ieosus. Una prima figura di Ieosus è quella descritta dai vangeli “ricordati”, ossia i vangeli di Matthàion, Loukas e Marcos. Il secondo Ieosus è quello descritto da Ioannen. Anche se le due figure hanno diversi aspetti in comune, sotto diversi punti di vista non sono assolutamente compatibili.

Lo Ieosus descritto dai vangeli “ricordati” è fondamentalmente un rabbi ebreo che è venuto a dare un volto umano alla Legge di Moshe, ma che la ritiene ancora vincolante per gli ebrei e per chi vuole ubbidire a Yahweh. Celebre la frase di Matteo 5:17: “Non pensate che io sia venuto a distruggere la Legge o i Profeti. Non sono venuto a distruggere, ma ad adempiere”.

Di segno completamente opposto è la descrizione di Ieosus che ne fa Ioannen. Alla donna della Samaria che gli chiede dove fosse giusto adorare Dio, Ieosus rivela che Yahweh non va adorato né nel tempio di Gerusalemme né sul monte Gherizim. Piuttosto va adorato nella propria mente e con azioni concrete. Non credendo nel tempio, e insegnando ad altri a non credere in esso, Ieosus non crede nemmeno nella Legge di Moshe che vede in quel tempio il suo fulcro.

Lo Ieosus descritto da Ioannen è quindi un essere celeste nato in forma umana in mezzo agli ebrei, ma che considera la Legge di Moshe, il tempio di Israele e in generale la religione qualcosa del passato, un ostacolo da rimuovere il prima possibile. Non si sente in nessun modo vincolato dalla Legge di Moshe, ma anzi, non perde occasione per violarla per dimostrare a tutti che essa non è vincolante.

I vangeli “ricordati” narrano che Ieosus è identificato da diversi esseri celesti come Eletto o Messia sin dalla sua nascita. La madre, il padre adottivo, il re Herod, gli astrologi, i pastori di Bethleem, alcuni personaggi del tempio di Gerusalemme, insomma molti erano a conoscenza della origine divina di Ieosus sin dalla tenerissima età.

Di segno completamente opposto è il racconto di Ioannen. Esso ci dice che nemmeno gli stessi familiari di Ieosus credevano nella sua origine divina. Perfino i suoi fratelli carnali lo consideravano uno di loro, un uomo qualsiasi. Nemmeno il profeta Ioannes Baptistes sapeva della vera identità di Ieosus, prima che egli si rivolgesse a lui per farsi immergere cerimonialmente in acqua. Inoltre, secondo Ioannen, fu proprio il profeta Ioannes Baptistes ad indicarlo pubblicamente come Eletto al tempo della sua immersone in acqua, e non vennero usati messaggeri angelici come detto negli altri vangeli.

Secondo i vangeli “ricordati”, dopo la sua immersione in acqua Ieosus passa un periodo di tempo di quaranta giorni nel deserto venendo tentato dal Malvagio. Viceversa, Ioannen dice che il giorno dopo la sua immersione in acqua Ieosus era con almeno quattro dei suoi discepoli. E fa capire che mai il Malvagio avrebbe avuto il coraggio di sfidare Ieosus faccia a faccia.

Secondo i vangeli “ricordati” gli apostoli vengono scelti da Ieosus poco tempo dopo l’inizio del suo ministero, e viene data loro la capacità di compiere miracoli prodigiosi, compreso risuscitare i morti. Secondo Ioannen questo non accade. Secondo lui Iudas non ha mai avuto la capacità di compiere miracoli. Secondo il suo racconto fu solo l’ultima sera che Ieosus “manda” ufficialmente i suoi apostoli, e solo dopo la sua resurrezione da loro la potenza per compiere opere paranormali. Anche il numero dei miracoli attribuito a Ieosus è molto minore.

Una ulteriore marcatissima differenza tra i vangeli “ricordati” e Ioannen è lo stesso modo di insegnare di Ieosus. Secondo i vangeli “ricordati” Ieosus insegnava solo mediante esempi o metafore. Viceversa Ioannen riporta diversi discorsi di Ieosus, anche molto articolati, in cui gli esempi e le metafore ci sono, ma sono solo un complemento al suo insegnamento.

Una grandissima differenza tra “i due Ieosus” riguarda la capacità profetica di Ieosus. I vangeli “ricordati” mettono in bocca Ieosus una profezia che si adempie solo in parte. Gerusalemme viene distrutta “entro una generazione”, come riportato in quei vangeli. Comunque, entro lo stesso periodo di tempo Ieosus non “ritorna con i santi angeli” e non porta il Governo di Dio sulla terra. Il vangelo di Ioannen con contiene questa profezia, né le varie metafore collegate ad essa. Anzi, lo Ieosus di Ioannen non pronuncia praticamente nessuna profezia. Tutte le profezie di Ieosus vengono concentrate nel terzo libro di Ioannen, il Libro del Ritorno di Ieosus, e riguardano solo il XXI secolo.

Da ultimo, lo scopo stesso della venuta di Ieosus è molto diversa nelle due figure. Nei vangeli “ricordati” Ieosus è una sorta di sommo sacerdote venuto a espiare i peccati del mondo, concezione tipica dell’ebraismo che prevedeva la purificazione dei peccati. Viceversa Ioannen dice che Ieosus venne per salvare il mondo (dalla sua futura distruzione) e per “radunare i figli di Dio che sono dispersi”.

Queste due figure di Ieosus sono troppo distanti e lontane per cercare di armonizzarle. Anzi, ogni tentativo di armonizzarle distrugge la figura originale di Ieosus. Quale dei due Ieosus è quello che è davvero esistito?

Ovviamente lo Ieosus descritto da Ioannen è quello storico, quello che è realmente esistito. Che dire dello Ieosus “raccontato” dai suoi discepoli? Non è escluso che Ieosus abbia potuto dire o fare alcune o molte delle cose raccontate negli altri vangeli. Se lo ha fatto, erano dettagli che riguardavano solo i discepoli del primo secolo. Altri aspetti riportati invece dai vangeli “ricordati” sono semplicemente inconciliabili con lo Ieosus presentato da Ioannen. Questi particolari vanno quindi scartati come spuri.

In ultima analisi, lo Ieosus che abbiamo bisogno di conoscere nel XXI secolo è sostanzialmente quello presentato da Ioannen, la sua storia autentica e non quella tramandata per tradizione.

2 Comments

  • Ester Queen

    9 agosto 2017 at 2:02 Rispondi

    Grazie Teofilo per queste preziose informazioni che davvero aprono la mente e spingono ad azionare il cervello. E come ho potuto dire in altre occasioni, ora le cose cominciano ad avere senso. Grazie di cuore.

  • Andrea P.

    15 agosto 2017 at 8:46 Rispondi

    articolo sconvolgente ma incredibilmente vero. Hai detto quello che altri non hanno il coraggio di dire. bravo

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