L’Ultima Cena: un errore clamoroso

Ego: Caro Teofilo, l’ultima volta abbiamo lasciato in sospeso un argomento chiave. Quale prove abbiamo, oltre al Segno di Giona, che Ieosus tenne la sua Ultima Cena (e quindi venne ucciso) il 13 Nisan, e non il 14 Nisan come affermano praticamente tutte le religioni cristiane, e quindi come dice Babylon?

Teofilo: Non c’è bisogno di fare la caccia al tesoro. È tutto scritto.

Ego: Davvero?

Teofilo: Sì. Ioannen stesso, l’ultimo degli apostoli e quindi anche l’ultimo degli scrittori fra i discepoli di Ieosus, fissa in maniera sicura e certa il giorno in cui Ieosus tenne l’Ultima Cena e fu ucciso. Ti ricordi cosa abbiamo detto sulla durata del giorno ebraico?

Ego: Si, abbiamo detto che il giorno ebraico iniziava verso le 18:00, al tramonto del sole, e terminava al tramonto successivo, verso le 18:00 del giorno dopo.

Teofilo: Esatto. I discepoli di Ieosus scrivono che il Maestro consuma l’Ultima Cena dopo le 18:00, quando ormai è calata la notte. La stessa notte Ieosus viene arrestato. Al mattino dopo, viene portato davanti a Pilatus e condannato a morte. Verso le 15:30 o le 16:00 dello stesso giorno ebraico, Ieosus muore. Mentre il sole tramonta, o quando già è tramontato, Ieosus viene seppellito. Quindi, se misuriamo il tempo alla maniera occidentale, questi avvenimenti coprirebbero la durata di parte di due giorni. Ma, visto che gli avvenimenti presi in esame vanno dalle 18:00 di un giorno fino alle 18:00 del giorno seguente, dal punto di vista ebraico tutti questi avvenimenti accadono lo stesso giorno. Ti è chiaro questo?

Ego: Si, mi è chiaro.

Teofilo: Quindi basta capire quando avvenne uno dei tanti avvenimenti accaduti in quel giorno memorabile, per capire in che giorno siano accaduti anche gli altri avvenimenti collegati. Semplice, no?

Ego: Semplicissimo.

Teofilo: Per esempio, ci possiamo chiedere: Che giorno era, secondo Ioannen, quando Ieosus venne portato davanti a Pilatus per essere condannato a morte?

Ego: Se non sbaglio, ne avevamo parlato prima?

Teofilo: Si, in parte. Ioannen scrive queste testuali parole: “Portarono Ieosus dalla residenza di Kaiapha al palazzo del governatore romano, il Pretorio. Era mattino presto. Non entrarono nel palazzo del governatore per non contaminarsi cerimonialmente, per essere in condizione di mangiare la Pesach ebraica [quando faceva sera]”. Nota che Ioannen dice chiaramente che, quando Ieosus fu portato da Pilatus, i sacerdoti non avevano ancora mangiato la Pesach, o pasqua ebraica. Dato che la Pesach cadeva il 14 Nisan, qui ci troviamo necessariamente durante la mattina precedente, quella del 13 Nisan.

Ego: Lampante. Abbiamo altre prove?

Teofilo: Si, successivamente Ioannen è ancora più preciso. Dice “Era [il 13 Nisan], la vigilia della festa della Pesach ebraica. Era circa mezzogiorno. Pilatus disse alla folla: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “A morte! A morte! Appendilo allo stauros! Pilatus disse: “Volete che appenda ad uno stauros il vostro re?”. I capi dei sacerdoti risposero: “Non abbiamo altro re che Cesare, l’imperatore di Roma!”. A quel punto Pilatus lasciò Ieosus nelle loro mani perché venisse ucciso appeso ad uno stauros. Così, lo portarono via”. Ioannen dice esplicitamente che Ieosus venne condannato a morte a mezzogiorno della vigilia della Pasqua ebraica, o Pesach. Non si può intendere diversamente il versetto. Era il 13 Nisan.

Ego: E dato che il giorno ebraico era iniziato alle 18:00 della sera prima, anche l’Ultima Cena venne consumata durante il 13 Nisan.

Teofilo: Proprio così. Del resto, esaminando gli avvenimenti di quella sera, è del tutto evidente che i discepoli di Ieosus stavano tenendo con lui una cena qualsiasi, e non il rituale della cena della Pesach ebraica.

Ego: Da cosa si può capire che durante l’Ultima Cena i discepoli stavano tenendo una cena normale, e non la Pesach ebraica?

Teofilo: Ad esempio, il cibo consumato da Ieosus e dai suoi discepoli durante la sua famosa Ultima Cena, o Pasto Serale del Signore, chiarisce che questa cena non poteva corrispondere alla Pesach o Pasqua ebraica che si teneva il 14 Nisan.

In diversi punti, le Scritture menzionano quali cibi si dovevano consumare durante la Pasqua ebraica: Ad esempio, Deuteronomio 16:2,3 dice “E devi sacrificare a Yahweh tuo Dio la Pesach, del gregge e della mandria, nel luogo che Yahweh sceglierà per farvi risiedere il suo nome.  Non devi mangiare con essa nulla di lievitato, per sette giorni. Devi mangiare con essa pani non fermentati, il pane d’afflizione, perché fu in fretta che uscisti dal paese d’Egitto, affinché ti ricordi del giorno della tua uscita dal paese d’Egitto per tutti i giorni della tua vita”. Abbiamo letto che la sera della Pesach, gli ebrei potevano mangiare solo pani non fermentati, o pani azimi. Secondo te che pani mangiarono i discepoli durante l’Ultima Cena?

Ego: Immagino che non mangiarono questi pani azimi.

Teofilo: Immagini bene. Il pane usato per la festa della Pesach aveva un nome ben preciso in lingua greca.

Ego: Come viene chiamato il “pane non fermentato” degli ebrei nella lingua greca?

Teofilo: Marco 14:1 dice: “…Ora due giorni dopo era la pasqua e [la festa de]i pani non fermentati…”. Il termine tradotto dal greco con “pane non fermentato” è ἄζυμα [azuma]. Dal termine azuma viene il termine usato per indicare la festa: Festa degli azimi [o festa degli azuma].

Che tipo di pane venne usato durante l’Ultima Cena di Ieosus? Marco 14:22 dice: “…E mentre continuavano a mangiare, egli prese un pane, disse una benedizione, lo spezzò e lo diede loro, e disse: “Prendete, questo significa il mio corpo…”. Matteo 26:26 dice: ”Mentre continuavano a mangiare, Ieosus prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: “Prendete, mangiate…”. Luca 22:19 dice: “E, preso un pane, rese grazie, lo spezzò, e lo diede loro, dicendo: “Questo significa il mio corpo che dev’essere dato in vostro favore”.

Secondo il testo greco, in tutte e tre le scritture dove viene menzionato il pane dell’Ultima Cena, viene detto che Ieosus non usa un ἄζυμα [azuma], che si traduce “pane non fermentato”. Piuttosto, in tutti e tre i brani viene detto che Ieosus fa uso di un pane che in greco viene chiamato ἄρτον [arton]. Il pane chiamato arton, al contrario dell’azuma, era un pane comune, lievitato. Era lo stesso tipo di pane comune che viene citato in Matteo 4:4 quando il Calunniatore chiede a Ieosus di tramutare le pietre in pane. Oppure è lo stesso pane citato in Matteo 7:9 quando Ieosus diceva che Yahweh non avrebbe dato a chi gli chiedeva un pane una pietra. Oppure è lo stesso pane che viene citato in Luca 24:30, dove dopo la risurrezione Ieosus mangia con i suoi discepoli un comune pane ebraico a tavola. Il termine ἄρτον [arton] compare in un numero enorme di scritture greche, e indica sempre il pane comune, ad eccezione di Luca 6:4 dove indica il Pane di Presentazione, che comunque non era un pane non lievitato.

Ego: Mi stai dicendo che durante l’Ultima Cena i discepoli consumarono pane comune, lievitato, e non il pane speciale, il pane azimo, che si mangiava durante la Pesach. Quindi la sera dell’Ultima Cena non poteva essere la stessa sera della Pesach. Giusto?

Teofilo: In effetti è così. E non era una cosa da poco. Avere pane lievitato in casa a partire dalla sera della Pesach, tra gli ebrei, era un reato punibile con la pena di morte. Quindi non poteva essere un pane lievitato presente “casualmente” in casa.

Ego: Possiamo notare altre incongruenze con chi dice che quella sera si celebrava la Pesach ebraica?

Teofilo: Certo, e sono incongruenze grosse come una casa. Il cibo più importante che si consumava durante la Pesach ebraica era l’agnello arrosto. Chi non mangiava l’agnello arrosto della Pesach quella sera doveva essere ucciso (a meno che non fosse impossibilitato a farlo, e quindi doveva tenere una Pesach “privata” trenta giorni dopo). Eppure, durante l’Ultima Cena di Ieosus, le Scritture non dicono che Ieosus e i discepoli abbiano mangiato l’agnello arrosto, elemento principale della Pasqua ebraica. Essendo i presenti a tavola tutti ebrei, non sarebbe stato possibile omettere un particolare di quella portata.

Ego: Mi sembra chiaro. Possiamo aggiungere altro?

Teofilo: Sì. Durante la Pesach ebraica venivano consumate erbe amare, in ricordo della schiavitù egiziana. Nel racconto dell’Ultima Cena queste erbe non ci sono. Inoltre durante l’Ultima Cena viene detto che Ieosus e i discepoli bevevano vino, bevanda assente durante la celebrazione della Pesach. È ovvio e lampante che l’Ultima Cena non aveva nulla a che fare con la Pesach ebraica. Erano due serate diverse.

Ego: Ora che mi ci fai pensare, anche il racconto di Matthàion esclude che Ieosus potesse essere stato arrestato durante la festa della Pesach. Matteo 26:3-5 dice che, quando i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si radunarono nel cortile del sommo sacerdote per organizzare la morte di Ieosus, venne dato questo comando perentorio: “Non alla festa [della Pesach], affinché non ci sia un tumulto fra il popolo”. Giusto?

Teofilo: Esatto. I sacerdoti esclusero a priori che Ieosus venisse fatto arrestare e processare durante i giorni della festa di Pesach che iniziavano il 14 Nisan, e proseguivano per una settimana con la festa degli Azimi. Doveva essere arrestato e ucciso o prima o dopo quella festa, per paura di una sommossa popolare. Il racconto rende evidente che scelsero di arrestarlo e ucciderlo prima. Riuscirono a farlo durante l’ultimo giorno utile prima della festa, il 13 Nisan.

Del resto, tutto quello che avvenne durante l’arresto e il processo di Ieosus non poteva avvenire durante la notte della Pesach. Il 14 Nisan ogni famiglia ebrea aveva il sacro comando di radunarsi attorno ad un agnello arrosto, di mangiare pani non fermentati ed erbe amare, e ricordare la loro fuga dall’Egitto. Quella notte non ci sarebbero state guardie disposte ad andare alla caccia di Ieosus. Non ci sarebbero stati testimoni disposti a testimoniare. Non si sarebbe radunato il Sinedrio per processarlo. Non ci sarebbe stato nessun processo. È tutto lampante.

Ego: A questo punto mi sorge una domanda. Matteo 26:17 dice “Il primo giorno dei pani non fermentati i discepoli si accostarono a Ieosus, dicendo: “Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la Pesach?”. Come si spiega questo versetto?

Teofilo: Innanzitutto il versetto va compreso. La festa dei pani non fermentati durava una settimana, e iniziava subito dopo la festa della Pesach. Quindi, normalmente, il primo giorno dei pani non fermentati la Pesach era già passata. I discepoli non potevano chiedere di preparare la Pesach dopo che questa era passata.

Comunque, sembra che col tempo, vista la vicinanza delle due feste, la Pesach sia diventata nel linguaggio comune il primo giorno della festa dei pani non fermentati. In questo caso, “il primo giorno dei pani non fermentati” sarebbe lo stesso giorno della Pesach, il 14 Nisan. Ma anche questa spiegazione non basta. È impossibile che i discepoli chiedano a Ieosus dove fare i preparativi per la Pesach quando ormai la festa iniziava. C’era da preparare l’agnello, i pani, le erbe. Tutto questo richiedeva tempo.

Evidentemente il versetto deve essere tradotto meglio. Il termine “il primo giorno” secondo molti studiosi di greco può essere tradotto “il giorno prima”. Non è grammaticalmente corretto, ma in altri punti delle Scritture questo termine viene tradotto così. Quindi questa conversazione tra i discepoli e Ieosus avviene il “giorno prima” della Pesach, appunto il 13 Nisan.

È evidente che i discepoli di Ieosus si aspettassero di mangiare con lui la Pesach, e per questo, il giorno prima, ossia il 13 Nisan, chiesero a Ieosus quali preparativi si dovessero fare.

Ego: Ho una domanda a riguardo. Dato che il giorno ebraico inizia alle 18:00 della sera e termina alle 18:00 della sera successiva, all’incirca, quando i discepoli chiesero a Ieosus istruzioni su dove preparare la Pesach? La sera, o la mattina?

Teofilo: Come dice l’apostolo Ioannen, la mattina del 13 Nisan Ieosus era impegnato con Pilatus… non poteva dare ai discepoli disposizioni su come festeggiare la Pesach. I discepoli chiesero al Maestro dove volesse mangiare la Pesach verso il tramonto precedente, che dava inizio al 13 Nisan.

I discepoli chiesero a Ieosus come preparare la Pasqua ebraica di quell’anno all’inizio del 13 Nisan, mentre il sole tramontava, lasciandosi quindi 24 ore abbondanti per fare tutto quello che effettivamente si erano proposti di fare. Avrebbero avuto quindi il tempo di trovare il padrone di casa, andare a vedere l’alloggio, comprare un agnello adatto (visto che non sembra che lo avessero messo da parte alcuni giorni prima, come richiedeva la legge… evidentemente Ieosus non aveva nessuna intenzione di celebrare la Pesach quell’anno). Inoltre potevano procurarsi le erbe amare e il pane non lievitato. Insomma, avrebbero avuto il tempo per sistemare tutti i dettagli di quello che sarebbe dovuto accadere la sera successiva: mangiare degnamente la Pasqua ebraica. Ma il giorno dopo nessuno degli apostoli festeggiò la Pesach ebraica.

Tornati dall’aver compiuto le loro faccende, gli apostoli si sederono per cenare come qualsiasi altra sera insieme a Ieosus. Fu in questa circostanza che Ieosus fece loro una serie di clamorose rivelazioni. Disse: “Da ora in poi non berrò più di questo prodotto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”. Il giorno dopo non ci sarebbe stata nessuna celebrazione della Pesach insieme a Ieosus, in quanto lui sarebbe morto prima. Quindi si procedette a quella che è passata alla storia come l’Ultima Cena.

Ego: Ho un’altra domanda da fare. Secondo il discepolo Loukas, Ieosus disse: “Ho grandemente desiderato mangiare con voi questa Pesach prima che io soffra; poiché vi dico: Non la mangerò di nuovo finché non sia adempiuta nel regno di Dio”. Abbiamo compreso che la sera dell’Ultima Cena non era la sera della Pesach. Perché Ieosus disse quelle parole?

Teofilo: La cosa più probabile è che Ieosus non disse mai quelle parole quella sera. Piuttosto, visto che Loukas non era presente quella sera, qualcuno avrà raccontato a Loukas il significato dello spezzare il pane e di bere dal calice di vino usando quelle parole. In effetti, chiunque mangia del pane e beve del vino accetta Ieosus come se fosse una Pesach o Pasqua ebraica.

Ego: Come possiamo essere sicuri che quelle parole probabilmente non vennero mai pronunciate?

Teofilo: Innanzitutto è dimostrato che quella sera non poteva essere il 14 Nisan. Doveva essere necessariamente il 13 Nisan. Nulla di quello che era a tavola quella sera faceva pensare che si stesse celebrando la Pesach ebraica. Inoltre lo scrittore Ioannen, che scrisse la storia di Ieosus dopo Loukas, non riporta quelle parole. Al contrario, come abbiamo visto, Ioannen corregge il vangelo di Loukas dicendo che quella sera era la vigilia della Pesach, e non la sera della Pesach.

Ego: Quindi cosa avrà voluto dire Loukas inserendo quella frase?

Teofilo: Probabilmente Loukas avrà voluto esprimere lo stesso concetto che viene espresso da Pàulos in 1 Corinti 5:7, quando dice: “Ieosus, la nostra Pesach, è stato sacrificato”. Pàulos in senso allegorico identifica Ieosus come se fosse la Pesach dei discepoli. Pàulos è stata l’origine di molte delle informazioni trasmesse da Loukas, dato che per un certo tempo i due svolsero assieme il servizio missionario. Sembra che i due fossero anche grandi amici, visto che solo Loukas stette vicino a Pàulos durante la prigionia che poi lo portò ad essere giustiziato.

Il vangelo di Loukas fu scritto dopo tutti gli scritti di Pàulos. Quindi è probabile che la frase scritta da Pàulos sulla Pesach, e che voleva solo fare intendere che Ieosus era “come” la Pesach per i suoi discepoli, nel testo di Loukas sia diventata un invito di Ieosus a mangiare con lui la Pesach, non riferendosi alla Pesach ebraica ma al suo sacrificio. Concettualmente non è per nulla sbagliato, ma bisogna specificare che Ieosus non stava parlando della Pesach ebraica, ma di una sorta di “Pesach illustrativa” per i suoi discepoli.

 

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12 Comments

  • Davide Gamba

    3 luglio 2017 at 12:42 Rispondi

    la prima volte che ho letto queste informazioni è stata una botta assai forte!

  • Pino Di Martino

    3 luglio 2017 at 18:52 Rispondi

    Caro Davide lo stesso é stato anche per me, oltretutto il materiale é presentato con una logica stringente che non lascia spazio a dubbi e perció sono rimasto spiazzato; comunque molto bello e interessante, ricco di significato.

  • Aaron

    3 luglio 2017 at 19:13 Rispondi

    La cosa più sconcertante è stata per me rendermi conto che era sempre stato tutto scritto e non lo vedevo. Questa è la prova che finché indossi gli occhiali di Babylon vedi solo quello che Babylon vuole farti vedere.

    • Davide Gamba

      3 luglio 2017 at 21:06 Rispondi

      già, come l’aver celebrato la pasqua, è scritto li che gli apostoli non entrarono al palazzo per non contaminarsi e poter così mangiare la pasqua quel giorno stesso (e non la sera prima) e noi, come babbei, con i nostri bei occhialoni abbiamo creduto per anni a quello che ci ha fatto vedere babylon.

      PS
      un pensiero lo voglio fare verso tutti quei fratelli che grazie a Teofilo hanno tolto gli occhiali e ora si sono persi chissà dove!! se non fosse stato per lui sareste ancora dentro il cinema 4D in prima fila.. Ora che avete buttato gli occhiali cercate di ricordarlo quando prossimamente capirete di aver fatto una scelta sbagliata

  • Alba

    3 luglio 2017 at 22:26 Rispondi

    Anche per me è stato uno shock conoscere queste cose, specialmente non riuscivo a capacitarmi del fatto che Iesous avesse usato del pane comune e non pane azzimo…eppure era tutto scritto chiaramente…concordo con Aaron: gli occhiali di Babylon hanno le lenti molto scure !

  • Luigi S.

    3 luglio 2017 at 22:52 Rispondi

    Questi particolari chiari e puri come acqua fresca e cristalina dissetano l’anima arida e vana in cui viviamo.
    La verita qui esplicata rende chiaro a chi e sincero che non si tratta di personali interpretazioni ma di un genuiono aiuto spirituale del nostro Padre Celeste Yahweh e di suo Figlio il nostro Re Jousus per chi vuole essere libero di vivere senza le catene di una societa afflitta da una malatia mentale di nome Babylon.

  • Massimiliano zito

    6 luglio 2017 at 1:35 Rispondi

    Babilonia ci creato un mondo tutto suo per. annientare la percezione nel ponderare le cose giuste o sbagliate e disporcendo con astuzia quello che Ieosus ci ha voluto lasciare come giusti esempi come amare il nostro padre Yha e come amare il nostro prossimo……oggi facile dire adesso tutto chiaro …grazie a .Ieosus e tramite il suo profeta c’e l’ha spiegate…da soli non avvremmo mai capiti …e ci sono stati spiegati argomenti riguardanti il passato per aiutarci ad aprire la nostra mente per iniziare a fare le cose giuste… Non ci dimentichiamo che ci sono tante informazioni. riguardanti il futuo dell’umanita’….i Nostri Kirios Ci Hanno invitati a partecipare con loro in questa fase di ristrutturazione…. sta ha noi oggi decidere se vogliamo rimanere attaccati al ramo della vite….. Mi hanno colpito le parole di Ieosus quando disse …La gloria del Padre Mio riplende quando voi portate frutto e vi mostrate miei veri discepoli…non c’e piu tempo da perdere….

    • Dami

      6 luglio 2017 at 8:35 Rispondi

      Molto carino l’articolo. Peccato che la pesach cade il 15 nisan e non il 14. Cristo infatti è morto il 14.

      • Admin

        6 luglio 2017 at 8:54 Rispondi

        Numeri 28:16 “Il primo mese, il QUATTORDICESIMO giorno del mese sarà la Pasqua in onore di Yahweh”. IGNORANTE
        E in oltre in qualsiasi giorno cadeva la Pesach non cambia l’ordine degli eventi. DOPPIAMENTE IGNORANTE.

  • Jaff

    6 luglio 2017 at 16:28 Rispondi

    Concordo con quanto detto dalla Amministrazione del sito. il libro di Numeri dice esplicitamente che la Pesach o Pasqua ebraica andava mangiata il 14 Nisan. Visto che il giorno ebraico terminava al tramonto, se si aspettavva un altro tramonto si entrava nel 15 Nisan, andando contro il precetto contenuto in Numeri. Va detto che oggi quasi tutti gli ebrei festeggiano la Pesach il 15 Nisan, e non il 14. Ma questa è una tradizione post-esilica, basata sul fatto che dovevano scannare l’agnello “fra le due sere”. Gli ebrei post-esilici interpretarono “fra le due sere” ipotizzando che l’agnello andava scannato tra la sera del 14 e la sera del 15, e che quindi la Pasqua si mangiasse il 15. Ma nessuno può effettivamente dire da quando gli ebrei cominicarono a ragionare così. Comunque, come ha fatto rilevare l’Amministratore, non cambia nulla. Se i discepoli si aspettavano di celebrare la Pesach il 14 Nisan, loro tennero l’Ultima Cena con Ieosus il 13 Nisan. Se viceversa si aspettavano di mangiarla il 15 Nisan, tennero l’Ultima Cena il 14 Nisan. Quello che fa rilevare l’articolo, e che risulta indigeribile a TUTTI, é che in ogni caso, come ha giustamente spiegato Teofilo, l’Ultima Cena NON CORRISPONDE alla Pesach ebraica. I discepoli tennero l’Ultima Cena con Ieosus 24 ore PRIMA della Pesach ebraica. Il resto è solo cazzeggio per chi non vuole ammettere questa semplice ma tremenda verità.

    • Admin

      6 luglio 2017 at 16:35 Rispondi

      Ottime riflessioni Jeff. Come hai ben evidenziato, noi preferiamo non impelagarci con la tradizione ebraica, visto che secondo questa tradizione Ieosus non è nemmeno il Messia o Eletto, e i suoi discepoli sono una banda di bugiardi. Ieosus stesso condannò ferocemente la “tradizione ebraica” del suo tempo dicendo che rendevano la Legge di Dio senza valore a causa delle loro tradizioni. Noi preferiamo citare la fonte di Numeri come fonte finale, secondo cui la Pesach si celebrava il 14 Nisan. Inoltre, come hai fatto giustamente notare, la data effettiva in cui si celebrava la Pesach non cambia di un millimetro il ragionamento, che è semplicissimo: L’Ultima Cena si tenne 24 ore prima che gli ebrei tenessero la Pasqua ebraica. Questa semplice verità fa crollare molti castelli in aria. Ci dispiace, ma quello che è vero resta vero…

      • Sandra P.

        6 luglio 2017 at 16:39 Rispondi

        infatti Teofilo ha spiegato questo aspetto diverse volte e in diversi siti. Non fa differenza nel ragionamento la data effettiva della Pesach, ma si prende per buona quella biblica del 14 Nisan. Evidentemente c´é sempre gente che vuole fare polemica e riapre l’argomento ogni volta da zero.

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